Nuova stazione ferroviaria, Abbiategrasso (MI), 2001
Riqualificazione urbana e nuova edificazione
Progetto di concorso (IIº classificato)
con Massimo Tadi, Fabrizio Zanni, Marco Camplani
Il ruolo della stazione ferroviaria da tempo ormai non è più esclusivamente legato alla sola funzione infrastrutturale ma deve contemporaneamente confrontarsi con il duplice ruolo di nodo di interscambio modale e di polo di trasformazione della città.
Le due esigenze, quella infrastrutturale "pura" e quella rappresentativo-modificativa dello spazio urbano devono trovare in un'"architettura dell'infrastruttura urbana" una modalità coerente e significativa di coesistenza, senza da un lato comprimere le necessità di circolazione dei flussi e dall'altro, rappresentare un ostacolo alla vita pubblica e privata dei cittadini.
L'interramento dei binari, previsto dall'Ente di gestione ferroviario, diviene presupposto fondamentale per la riconnessione del tessuto urbano di Abbiategrasso, storicamente disgregato a causa della presenza della sede ferroviaria che attraversa l'intera città. L'area di progetto diviene il luogo principale di riconnessione dello spazio urbano. Il nuovo complesso della stazione si sviluppa in una sequenza di spazi aperti, semiaperti, chiusi, che supera l'antiquata concezione dell'edificio stazione come elemento monofunzionale chiuso e impermeabile alla città.
La stazione si articola in una serie di luoghi più complessi che costituiscono il proseguimento degli spazi pubblici della città stessa. Altre funzioni commerciali, terziarie e attività legate al tempo libero vanno a completare l'offerta di servizi proposta e amplificano la capacità attrattiva socio-economica di questa area. L'efficienza energetica e la sostenibilità è una delle priorità del progetto che al tal fine utilizza la più avanzata tecnologia costruttiva e impiantistica, oggi, disponibile.
Il progetto diviene parte di un piano energetico di zona per l'ottimizzazione delle risorse e per il contenimento dei costi operativi di gestione. Un sistema di cessioni e approvvigionamenti differenziati dell'energia, attraverso le reti esistenti, ottimizza i diversi cicli orari di esercizio delle diverse funzioni insediate.
La struttura architettonica di progetto è rivestita, nelle diverse parti che la compongono, da una superficie complessiva di circa 1200 mq di pannelli fotovoltaici modulari e trasparenti a celle monocristalline o policristalline. Vengono sfruttati i moti convettivi naturali dell'aria con il posizionamento di dispositivi “wind trap” e dei sistemi di raccolta delle acque piovane consentono di integrare il fabbisogno idrico degli impianti antincendio, di riscaldamento/ventilazione e di irrigazione.
La produzione elettrica dell'intera struttura è stimata in circa 120.000 kWh annui, con una potenza elettrica installata di 120 Kwp, grazie alla quale è possibile coprire una parte consistente delle necessità energetiche del nuovo complesso.