Hotel de Charme, Rodi (Grecia), 2004
Ristrutturazione e nuova edificazione
con Stefano Pisu
Luogo emblematico per l'importanza delle testimonianze archeologiche e architettoniche, la città fortificata di Rodi, dal 1988 Patrimonio Culturale Mondiale sotto il patrocinio dell'UNESCO, documenta plurime e secolari stratificazioni risalenti ai periodi classico, bizantino, medievale, sino al gotico.
Un maestoso perimetro di mura presidia la città, sviluppandosi per oltre quattro chilometri. L'accesso alla cittadella interna è ancora regolato da dieci possenti porte, che scandivano il susseguirsi delle "lingue", ovvero i settori assegnati al controllo delle otto diverse nazioni di provenienza dei cavalieri.
L'edificio interessato dal progetto si trova nella zona sud, appena oltre le mura oltrepassando la Porta di Coschinù, non si hanno notizie certe sulle origini ma si desume, da alcune caratteristiche tecnico-costruttive, che parte del corpo edilizio possa appartenere all'epoca dei Cavalieri, in particolare al periodo intercorso tra il 1480 e il 1522.
Le diverse "stratificazioni" murarie denunciano una evoluzione storica, fatta di costruzioni e ricostruzioni, ampliamenti, annessioni e superfetazioni anche tardive, risalenti al dopo terremoto di metà ottocento o al periodo di fervore edilizio corrispondente al trentennio di dominazione italiana. Tuttavia lo strato murario di fondazione, venuto alla luce durante gli scavi effettuati per liberare da un terrapieno il cortile interno, è sicuramente riconducibile all' epoca bizantina. Il corpo di fabbrica ha disposizione planimetrica ad "elle" con giardino interno. La costruzione è a due piani, con muratura portante composta da blocchi di tufo e struttura degli orizzontamenti in legno.
Il progetto di recupero e riuso è finalizzato a consentire l'insediamento all'interno dell'edificio di una funzione ricettiva alberghiera esclusiva, una delle poche all'interno delle antiche mura. Il processo progettuale si è confrontato con una serie di delicate tematiche legate al restauro conservativo, al fine di recuperare e salvaguardare gli elementi costruttivi e decorativi più considerevoli, liberando l'edificio da superfetazioni volumetriche e materiche ma contemporaneamente dichiarando la contemporaneità dell'intervento attraverso l'utilizzo, ove possibile, di un linguaggio moderno in stretta dialettica “compositiva” con il corpus storico dell'edificio. Sui fronti esterni, più soggetti a vincoli ambientali, si è dunque pensato di operare in maniera discreta, privilegiando la messa in valore della struttura muraria esistente.
La facciata principale è completata con il ripristino del bow-window in legno sopra l'ingresso principale, disegnato secondo la tipologia tradizionale rodiota. Sono state riproporzionate le aperture e rettificati i fili di gronda per esaltare l'effetto massivo del fronte murario. Le tracce di intonaco sono conservate e riquadrate denunciando con chiarezza il contrasto con i blocchi di tufo.
Diverso è il pensiero progettuale nei confronti dei prospetti interni, meno soggetti a vincoli e già pesantemente compromessi, sul piano compositivo sono stati completamente ridisegnati. La distribuzione planimetrica ha privilegiato la razionalizzazione degli ambienti, organizzati per aree omogenee. Al piano terra sono localizzate la hall d'ingresso a doppia altezza, gli spazi bar e sala da pranzo messi in continuità fisico spaziale con il portico e il cortile che diventano una vera e propria estensione a cielo aperto dello spazio collettivo. Sempre al piano terra con accesso diretto al giardino privato si trova una delle cinque suites.
Percorrendo le due rampe della scala si arriva al piano superiore dove sono localizzati gli altri spazi per gli ospiti. Completa il progetto la sistemazione del cortile interno che ripercorre la tradizione dei giardini di Rodi